"L'uomo consiste di due parti, la sua mente e il suo corpo. Solo che il corpo si diverte di più." Woody Allen ...e per citare uno di noi, mentre osservava una manovra strana in volo, "Certo non collezioniamo soldatini", Francesco
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...che il tempo migliori visto che per questo w-end è previsto il primo volo di Pier Luigi!!!
Buon w-end a tutti!
Oh cavolo…stovolandostovolandostovolando…primo istinto: attaccarsi in modo compulsivo alle bretelle, restando tipo stoccafisso nel sedile (lo schienale in questo caso è 1 optional). Poi il neurone sporge la testina dall’angolo del cervello in cui si era nascosto e inizia a dare i comandi giusti al resto del corpo: apri gli occhi e goditi lo spettacolo!!!
Che dire….no, non si può descrivere una sensazione simile, essere seduti attaccati tramite dei fili sottilissimi a un fazzoletto, il silenzio, il vento, l’odore dell’aria (le puzze lassù non arrivano!), volare sopra ai falchetti….vi rendete conto cosa significa vedere dall’alto o a fianco un rapace??
Non si può immaginare se non lo si è vissuto. Aver volato in aereo o elicottero non è lo stesso, si è seduti dentro una cabina e si ha poca interazione con l’esterno. Ma lì ci siete solo voi, la vela e il cavallo che la comanda (che nel frattempo non ha mai smesso di parlarvi, vi ha spiegato un sacco di cose ma voi avete sentito solo qualche sillaba qui e là…..l’unica cosa che sentite è il sibilo del vento e i vostri occhi si sono riempiti dello spazio infinito che vi sta intorno….)
Volete la verità? Non posso descriverlo perché…non ci sono parole!…come si può descrivere una sensazione forte, che ti travolge, quasi ti soffoca per poi ridarti aria tutta insieme, il cuore fa un balzo (letteralmente!)… non è come assaggiare del cioccolato che ti si scioglie lentamente in bocca e ti lascia quel gusto, quella sensazione piacevole che vuoi tirare il più possibile…qui è come la botta di un treno in corsa…con meno danni ;). Solo dopo subentra la piacevole sensazione del gusto che ti si scioglie in bocca e non vorresti mai smetter di assaporare.
Gente, bisogna viverla.
Per chi abitasse in zona (o volesse farsi una gita) e volesse provare questo “treno in corsa” potete contattare Giuseppe tramite mail: spirod@libero.it.
Ah, ovvio, solo dopo capirete perché ho chiamato così i “cavalli allo stato brado”…
Alla prossima per i racconti sul campetto e i primi voli!!
PS, tanto per la cronaca: 3 secondi dopo essere atterrata ho chiesto cosa dovevo fare per iscrivermi alla scuola ;o)
Si arriva infine al decollo: un bordello di gente sicura, decisa, che stende tovaglie con tanti fili attaccati (io devo volare attaccata a quei minuscoli cosini??? Ma siamo pazzi????) che cerca di districare nodi (chiariamo: i nodi è raro che ci siano ma per chi non è avvezzo sembrano matasse di lana dopo il passaggio di un gatto). Il “cavallo” che si occuperà del portarti in aria (cioè il pilota pazzo che vi porterà in biposto), dopo aver trasportato un pacco più grosso e pesante delle valigie estive inizia a scartare: sellette, vela (tipo appartamento), guanti, caschi (“perché il mio sembra quello di un ciclista??” si chiese la pecora…perché lo è!!). Distende la tovaglia, sistema i cordini, dice alla pecora di prepararsi (3 fasi: chiudi la giacca, allaccia le scarpe, inizia a tremare). La pecora in quel momento (e potete raccontarmi tutte le palle che volete ma capita a tutti) si chiede ”ma perché sono qui??? E ho pure pagato!!…no, no, io torno indietro. No, non posso, che figura ci faccio. Dai, cacchio, qui lo fanno tutti come se fosse bere acqua…si, ma se ne bevi troppa schiatti!..oh, cavolo, laggiù c’è il lago. No, ok, adesso tiro fuori il fiato e gli dico che voglio tornare. Perché le mie gambe tremano? Mai successo…” nel frattempo il cavallo ha già imbragato la pecora, si è legato lui ed è pronto alla partenza. Ti dice: “quando dico via tu buttati in avanti e corri veloce…via!” e la pecora inizia a muoversi tipo bradipo con un attacco distonico, si sente tirato verso l’alto e…cazz, non tocco + a terraaaa!!!
...a domani :o)
Partiamo oggi con una serie di racconti (a puntate per non tediarvi troppo) su esperienze personali inerenti la folle avventura del volo.
Agli albori della storia galeotto fu il….biposto!
Che cos’è? Allora, immaginate 2 persone, una sicura di se stessa e l’altra…..beh, l’altra che da molto l’impressione di ritrovarsi come una pecora in un branco di cavalli selvaggi: parla un’altra lingua, si sta chiedendo che cacchio ci fa lì e tutto intorno a lei sente parlare di bolle (che c’entra il sapone??), vele (e la barca?….barca?? ma se devo volare?!?), cordini (e io che pensavo di averla scampata con l’alpinismo e i suoi nodi impossibili…)…insomma, non ci capisce un tubo. Ma soprattutto si chiede perché cavolo ha deciso di provare!!!
Passaggio successivo: la navetta. Tralasciando le battute tipo “data astrale 3450”, la navetta non è nient’altro che un pulmino che trasporta i piloti e “allegati” da dove hanno parcheggiato la macchina al decollo. Nel nostro caso un pulmino VW, che sta facendo di tutto x resister fino al suo successore prima di esalare l’ultimo respiro…beh, diciamo anche che un bravo meccanico (e ottimo pilota) sta facendo dei miracoli per ritardare questo triste e sconcertante momento…
Comunque, una volta che la pecora è salita sulla famosa navetta insieme ai cavalli (che qui danno il meglio di loro stessi per dimostrare il loro stato “brado”), inizia il viaggio verso il decollo. I discorsi normalmente vertono su argomenti semplici, tipo: “ti ricordi quella volta che sono dovuto atterrare al contrario perché il vento era troppo forte?” “e quando sei finito in pianta?” “e il fantastico atterraggio nelle canne?? Già buono che non sei finito nel lago!” “ma la tua vela poi te l’ hanno sostituita? Non era mica difettata e te ne sei accorto in volo?”…..sapete cosa succede alla pecora? Inizia a guardare fuori dal finestrino, il suo stomaco si chiude, il neurone nel cervello inizia a girare vorticosamente chiedendosi come rinunciare senza perderci troppo la faccia …e pirla che hai voluto farlo!!!
….a domani per la continuazione!
"Io i momenti preferisco viverli, non ricordarli" Simonluca al campetto, riferendosi al fatto che ha la memoria moooolto corta
"Sono ancora su che applaudono" Fabio in atterraggio, riferendosi al suo secondo top della giornata (è atterrato in mezzo a 3 persone!!)
"Meglio un puntino nel cielo che una formica sulla terra" Francesco. Inutile cercare di capirlo, la sua vela è Icaro (...e x chi vola Icaro non vi arrabbiate, è un modo di dire x scherzare!!)
Dialogo tra Maurizio e Paola (in volo) "Non l'abbiamo vista la vite, puoi rifarla?"..."non posso, mi scappa la pipì!"
....e per concludere......"BWAAAARGHHHHH!!" l'affascinante Felice, passando rasente sopra al Centrale (e alle nostre teste) con il delta.
siamo arrivati anche noi in questo mondo digitale....ora vediamo gli sviluppi!!