"L'uomo consiste di due parti, la sua mente e il suo corpo. Solo che il corpo si diverte di più." Woody Allen ...e per citare uno di noi, mentre osservava una manovra strana in volo, "Certo non collezioniamo soldatini", Francesco
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visitato *loading* volte
e a breve ci trasferiremo su un altro sito, figosissssssssssimo

stiamo lavorando per voi!
ciao ciao
ps: durante le ferie abbiamo fatto 1 po' di gitarelle, hanno portato la sottoscritta mezzasega a provar il volo dal Mottarone a Omegna e dall'Alpe Cavallotti a Unchio.
...e settimana scorsa la fortunella è riuscita a fare 8 gg filati di volo...che rrrrrrobbba...e quante cose ho imparato...
...e mercole ci si trasferisce in quel di Alicante, quando torniamo foto e racconti!
eeehh...bisogna fare il pieno prima dell'inverno (...e dell'entrata in scena del Nordizzolo...)!
ciao, buona settimana
Il "piccolo "decollo di M.Subasio.
In termica "mistica".
Una magnifica giornata di volo, merita qualche scatto !!!





Altre foto nei media....
Ciao
FrontLoop
Dato che non so cosa ci porteranno i prossimi giorni, inizio ad augurare a tutti (quelli che le fanno) buone vacanze!
Vedete di non abbrustolirvi troppo, che poi portare la sacca sulle spalle ustionate non è proprio piacevolissimo (...ehm...)

Lascio ai non-addetti un quiz estivo: indovinate cos'è?
ps: finalmente l'ho montato anche io!
....beh, poi usarlo è un altro paio di maniche...
ciao!

2 giorni intensi, di volo ed emozioni…..e neanche una foto fatta 
Alors, sabato gitarella al Giumello, dove la sottoscritta si è data all’arte moderna creando una scultura pre-esistenziale alla base del decollo.
Cioè, ho toppato vergognosamente il decollo e con un urlo sono franata giù dalla scarpata, a testa in giù, fermandomi solo a livello della stradina.
Il solco post-moderno che ho lasciato sul pendio la dice lunga…
Confusa –e contusa- grazie a due validi soccorritori sono abilmente ripartita 10 minuti dopo per un bel voletto e un atterraggio perfetto!
Da segnalare le ore di volo di Gigi e i km percorsi da Marco, Paola e Davide che sono arrivati fino ai piani di Bobbio!
Domenica invece la truppa è andata in gita a Laveno, mentre noi pischelli siamo rimasti al Cornizzolo con i deltaplanisti.
Domenica “stavano su anche le lavatrici”…e infatti voli magnifici per tutti!
Simo ha provato il volo in delta (e senza star male!!!), Sgularatt si è divertito con la vela di Simo e le sue spirali, io ho fatto 1 ora di volo (x me un record!), girato in termica e atterrata sola soletta, Luca si è dilettato a gironzolare dopo aver pazientemente atteso il mio decollo (sant’uomo).
I delta ne hanno fatte di ogni (salvo il povero Felix che è stato fregato da un mancato appuntamento).
Beh, decisamente un gran bel w-end!
Buona settimana a tutti, tra poco il blog va in ferie quindi ci si risente a settembre (o prima se qualcuno ha voglia di postare).
Ciao!
Ps: dato che al Giumello era pieno di gente…ci sono buone probabilità che la mia caduta sia finita su you tube!!
Oggi, al di là del SIV e della sua adrenalina, l'emozione più intensa è stata un'altra. Nulla di tecnico. Piuttosto, credo che si tratti di una piccola rivelazione che ha a che fare con le motivazioni profonde che spingono una persona verso il volo, e con quel che il volo finisce per rappresentare per chi osa spiccarlo.
Al termine del mio "secondo giro", mentre mi allineavo all'atterraggio, ho visto un gruppo do tre persone. Al bordo della stradina che conduce a Cielo e Terra, guardavano i parapendii in atterraggio.
Dieci minuti più tardi, mentre con la sacca in spalla facevo la stessa strada diretto verso il briefing, mi imbatto nelle stesse persone. Sono tedeschi. Tra loro, una ragazza sui 35 anni su una sedia a rotelle. Quando mi avvicino, gira la testa verso di me, sorride e mi saluta con un "ciao" con forte inflessione straniera. Ricambio il "ciao" e le sorrido anch'io, facendole un cenno con la mano.
Un'ora più tardi sono ancora in decollo. Mi aspetta un altro stallo, oltre a una sequenza di chiusure. Sono concentrato in silenzio e ripercorro mentalmente le manovre in tutte le loro fasi. Scarico la vela dalla navetta, e appena mi affaccio dal guard-rail vedo quello che mai mi sarei aspettato. Allineata faccia al vento, con la vela già alle sue spalle e due persone che la assistono, una carrozzina sembra pronta a spiccare il volo. Una ciocca di capelli biondi spunta dal casco. È la ragazza che ho visto in atterraggio.
Non è un biposto, vola da sola! Non può alzarsi dalla sua carrozzina, non può fare un passo. Non può fare quel banalissimo passo sulle sue gambe a cui nessun bipede umano nemmeno pensa, ma può staccarsi da terra per fare quello che solo pochi fortunati fanno: volare!
Passano pochi minuti. Ci avviciniamo e diamo una mano. La procedura sembra molto ben collaudata. Con un gesto preciso, ripetuto chissà quante volte, i due uomini lanciano la carrozzina lungo la traiettoria di decollo. Uno di noi tiene le bocche della vela al centro. La vela arancione si gonfia in un soffio e si stacca da terra. È in volo.
Due di noi non trattengono l'emozione e lanciano grida di incoraggiamento e simpatia per il pilota. Se non fosse per le ruote che penzolano nel vuoto, mentre la vela ricama le sue prime agili traiettorie, diresti davvero che quello è un parapendio, un "volatile", come tanti altri.
Lo è e non lo è… Non riesco più a pensare a nulla, in un attimo qualcosa che riposa nelle pieghe più profonde dell’animo irrompe come un’improvvisa tempesta. Penso che sia qualcosa che nasce e resta riposto in noi fin dal primo sogno di volare, un sogno di cui nessuno potrebbe scrivere con certezza la data della sua “prima volta”, tanto è perduta nel tempo della nostra mente. È qualcosa che non si presenta mai con nome e cognome al nostro cospetto, eppure è quel che ci spinge su per pendii, verso i decolli e che ci fa riconoscere un nostro “simile”.
Non so cosa mi stia succedendo. Mi si stringe un nodo in gola e fatico a trattenere lacrime di commozione profonda, una commozione senza nome, senza ragione e perché. Mi tiro da parte per un po’ e aspetto che il turbine passi.
Mi avvicino agli amici della ragazza. Sono due tedeschi molto simpatici e affabili. Gli dico quanto sia bello e incredibile quello spettacolo. Adesso il parapendio arancione arranca più in basso, a circa 6-700 metri. Lotta coi denti. C’è poca attività termica. “Riprenderà quota di certo” mi dice il tedesco. “E’ caricatisima perché ieri le ho dato la paga e oggi me la vorrà far pagare lei”. Ride sonoramente e mi racconta che la ragazza vola da 6 anni circa. Aggiunge che come pilota è davvero un osso duro, motivatissima. Mentre parliamo, il parapendio arancione risale tenacemente il costone del Centrale, lungo la cava. Il primo amico la raggiunge e comincia un gioioso duello a chi conquista per primo il pendio.
Pochi minuti ancora e il parapendio arancione veleggia verso la base del cumulo, a circa 1500 metri.
Più tardi è ancora il mio turno. Mentre volo verso la mia serie preordinata di manovre, il parapendio arancione sta completando il suo avvicinamento all’atterraggio. Vorrei godermi anche questa magia ma non posso. Mi devo concentrare.
Dall’alto, lancio un ultimo sguardo di gratitudine per quel piccolo parapendio arancione. Per un attimo e in un lampo, mi ha mostrato senza veli il volto terribile e maestoso del demone del volo.
Andrea

Che mira e che bagno!

E' atterrato con un negativo per non bagnare la telecamera. Incredibile. (è uno dei gemelli visti nel post precedente, Non certo quello in centro!!!)

Atterraggio perfetto di Patuzzi
Ma sono 3 i gemelli Green !!!!

segnaliamo un episodio:
Mauro che con manichetta tesa da nord si è imbragato, posizionato e alla domanda di Sgularatt: "ma cosa fai?" rispose placido: "eh, vedo e poi decollo".
...che dire...
bah.
però almeno ieri abbiamo svolazzato, un po' ballerino x noi che siamo decollati presto, mentre chi è partito sul tardi alla fine si è trovato in condizioni un po' bruttine, del tipo che anche facendo le orecchie continuava a venir aspirato nei nuvoloni da temporale...
tutti sani e salvi, tranquilli.
buona settimana a tutti!
PS: e x la cronaca le previsioni hanno toppato alla grande!!!